Philae, il tempio dove la scrittura egizia si ferma
Su un’isola davanti ad Assuan c’è un tempio che si raggiunge solo in barca, e sulle cui pareti si vede una cosa che altrove non si vede: il punto in cui i geroglifici finiscono e cominciano le croci.
Un tempio a cui si arriva solo dall’acqua
A Philae non si arriva in pullman. Si scende a un imbarcadero, si sale su una barca e il tempio compare dall’acqua, con i piloni che sembrano nascere direttamente dal fiume. L’arrivo è metà della visita.
Una cosa vale la pena saperla prima: l’isola non è quella originale. Il complesso è stato smontato e ricostruito poco più in là per salvarlo dall’acqua della diga, come è successo ad Abu Simbel. Il tempio è autentico, pietra per pietra; è il terreno sotto a essere cambiato.
Qui la scrittura egizia si ferma
Philae è stato uno degli ultimi posti in cui il culto antico è rimasto vivo dopo che altrove si era spento, ed è qui che è stata incisa l’ultima iscrizione geroglifica conosciuta.
È un dettaglio che cambia il peso della visita. Non state guardando un tempio in più: state guardando il punto in cui una scrittura durata millenni smette di essere usata da chi la capiva. Se volete sapere che cosa dicono quelle pareti finché qualcuno le scriveva ancora, l’abbiamo spiegato in come si legge la parete di un tempio.
E poi cominciano le croci
Nella stessa sala, sulla stessa pietra, ci sono croci incise. Il tempio è diventato una chiesa: sono state ricavate nicchie, è stato messo un altare, e le superfici che portavano gli dei egizi hanno cominciato a portare simboli cristiani.
Non è distruzione, è continuità di uso: un edificio che funzionava è stato riusato da chi è venuto dopo. È raro vedere il passaggio così esplicito, su una parete sola, e a Philae si vede senza bisogno che nessuno ve lo spieghi.

Come inserirlo in una giornata ad Assuan
La visita a sé è il tempio di Philae e si incastra bene con le altre tappe della città: l’obelisco incompiuto, che spiega come veniva tagliato il granito, e le isole sul fiume, Elefantina e l’isola dei giardini.
Il quadro completo della città è in cosa vedere ad Assuan, e chi arriva navigando lo trova nella crociera sul Nilo. Se preferite che l’incastro lo faccia qualcun altro, lo mettiamo insieme noi in un viaggio su misura.
Domande frequenti su Philae
Perché a Philae ci sono croci sui muri?
Perché il tempio è diventato una chiesa. Quando il culto antico si è spento, la comunità cristiana ha usato gli stessi ambienti: ha inciso croci nella pietra, ricavato nicchie e messo un altare dentro la sala. Non è vandalismo, è un cambio di proprietario.
È vero che qui sono stati scritti gli ultimi geroglifici?
Sì: l’ultima iscrizione geroglifica conosciuta è stata incisa a Philae. È il motivo per cui questo posto conta più di quanto la sua dimensione suggerisca: è il punto in cui una scrittura durata millenni smette di essere usata.
Anche Philae è stato spostato come Abu Simbel?
Sì. Il complesso è stato smontato e ricostruito su un’altra isola per salvarlo dall’acqua della diga. Quindi l’isola su cui sbarcate non è quella su cui il tempio è stato costruito, anche se il tempio è autentico pietra per pietra.
Come ci si arriva?
In barca, e non c’è altro modo. Si parte dall’imbarco vicino alla diga e in pochi minuti si è sull’isola. È una delle poche visite in Egitto in cui l’arrivo fa parte dell’esperienza.
Quanto tempo serve?
Un’ora e mezza circa, compresa la barca. Si abbina bene all’obelisco incompiuto e alle isole sul fiume: insieme fanno una giornata di Assuan senza corse.
Volete Assuan con Philae fatta con calma, barca compresa? Raccontateci le date: la organizziamo con una guida egittologa di lingua italiana.